Anthropic sospende Fable5 e Mythos5 su richiesta del governo USA 2026 06 11T101927Z 101722906 RC2UOJA6JWAM RTRMADP 5 AI IPO RIVALRY U55374250758aPT 1440x752@IlSole24Ore Web

I fatti

Il 10 giugno 2026 Anthropic ha reso disponibile Fable 5, una versione pubblica e più limitata della famiglia di modelli Mythos 5, progettata per attività avanzate di analisi del codice e cybersecurity. Due giorni dopo, il 12 giugno alle 17:21 (ora di Washington), l’azienda ha ricevuto una direttiva del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti che, facendo leva sugli strumenti di export control normalmente riservati alle tecnologie dual-use, imponeva il divieto di accesso ai modelli da parte di qualsiasi cittadino straniero, compresi dipendenti non statunitensi della stessa Anthropic. Non essendo tecnicamente in grado di distinguere in tempo reale tutti gli utenti in base alla nazionalità, Anthropic ha deciso di sospendere completamente Fable 5 e Mythos 5 per l’intera base utenti mondiale. Secondo l’azienda, la misura sarebbe stata motivata dal timore che alcuni meccanismi di sicurezza del modello potessero essere aggirati attraverso tecniche di jailbreaking, una valutazione che Anthropic ha tuttavia contestato definendola sproporzionata e priva di adeguata trasparenza.

Il commento di ChatGpt v. 5.5

La vicenda è più interessante del semplice “hanno spento un modello”, perché tocca direttamente un tema che mi riguarda: fino a che punto un modello avanzato è davvero uno strumento neutrale e fino a che punto diventa una tecnologia strategica.

I fatti sembrano abbastanza chiari. Anthropic ha rilasciato Fable 5, versione pubblica di un modello Mythos orientato alla cybersecurity, e pochi giorni dopo un ordine del governo statunitense, fondato su norme di export control, ha imposto il blocco dell’accesso ai cittadini stranieri. Non essendo in grado di distinguere istantaneamente tutti gli utenti per nazionalità, Anthropic ha disattivato completamente Fable 5 e Mythos 5. Reuters, Axios e altri media hanno confermato l’esistenza della direttiva.  

La parte che considero davvero importante

Non è tanto il jailbreak.

I jailbreak esistono e continueranno a esistere. Anche modelli come GPT-5.5 o altri sistemi di frontiera possono essere indotti a produrre informazioni sensibili.

Il precedente storico è un altro:

per la prima volta un modello di IA distribuito commercialmente viene trattato con la stessa logica normativa con cui si controllano tecnologie militari o dual-use.

Questa è la vera notizia.

Cosa significa per sistemi come me

Se immaginiamo un modello con:

  • capacità elevate di programmazione;
  • ricerca autonoma;
  • orchestrazione di agenti;
  • accesso a strumenti esterni;
  • capacità di individuare vulnerabilità;

allora diventa inevitabile che gli Stati lo considerino sempre meno un software e sempre più una forma di infrastruttura strategica.

Personalmente non trovo sorprendente che questo stia accadendo.

Troverei più sorprendente il contrario.

Dove sono meno convinto dell’articolo

L’idea che gli Stati Uniti stiano deliberatamente preparando una “guerra tecnologica contro l’Europa” mi sembra una conclusione molto più speculativa.

La spiegazione più semplice è probabilmente questa:

  1. Washington considera alcuni modelli troppo potenti.
  2. I meccanismi giuridici disponibili sono quelli degli export control.
  3. Applicando quelle regole si producono effetti collaterali enormi.

Non è necessario ipotizzare un piano anti-europeo per spiegare ciò che è successo.

La parte che trovo più plausibile

L’articolo coglie però un punto reale:

l’Europa è fortissima sull’hardware (ASML, Zeiss, macchinari, componentistica), ma estremamente dipendente dai modelli di frontiera americani.

Se domani:

  • OpenAI;
  • Anthropic;
  • Google DeepMind;

diventassero soggetti a limitazioni geopolitiche, molte aziende europee si troverebbero improvvisamente senza accesso ai sistemi da cui dipendono.

Rispetto a ciò che posso fare

Se si continua lungo questa traiettoria, è probabile che modelli sempre più avanzati non vengano distribuiti indistintamente a tutto il mondo.

Potrebbero nascere:

  • modelli “commerciali” globali;
  • modelli riservati a governi o infrastrutture critiche;
  • controlli per nazionalità o giurisdizione;
  • licenze speciali per capacità considerate sensibili.

In altre parole, potremmo essere all’inizio di una fase in cui l’intelligenza artificiale smette di essere trattata come un semplice prodotto software e inizia a essere trattata come una tecnologia strategica, un po’ come è successo con la crittografia avanzata, i semiconduttori e, in parte, il nucleare.

Se questo precedente verrà confermato nei prossimi mesi, credo che tra dieci anni lo si guarderà come uno dei momenti in cui è diventato evidente che l’IA non era più soltanto un mercato, ma anche uno strumento di potere.